Adventist Pioneer Library

Pionieri

Ferdinand Anthony Stahl

1874 – 1950

Co-fondatore del Madison College e presidente di Loma Linda

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Sommario

Ferdinand Anthony Stahl, chiamato Fernando in America Latina, fu il pioniere missionario avventista del settimo giorno tra le popolazioni indigene delle Ande e dell'Alto Amazonas. Insieme alla moglie Ana Christina Carlson Stahl (1870–1968), svolse tre decenni ininterrotti di lavoro missionario: in Bolivia (1909–1911), tra gli Aymara e i Quechua degli altipiani del Lago Titicaca in Perù (1911–1918), nella capitale peruviana e nuovamente sul Lago Titicaca (1920–1921), tra gli Asháninka e gli Yánesha della Foresta di Brow nel Perù centrale (1921–1927) e nel bacino amazzonico di Iquitos (1927–1939). Nato a Pentwater, nel Michigan, il 3 gennaio 1874, Stahl era un tedesco-americano che perse il padre in tenera età, fuggì da un patrigno violento all’età di dieci anni, incontrò la moglie di origini svedesi in un ristorante di Milwaukee, fu battezzato nel 1901 e si formò al Battle Creek Sanitarium. Morì a Oroville, in California, il 30 novembre 1950, all’età di settantasette anni.

Da Pentwater a Battle Creek (1874–1909)

Secondo l'articolo di Per Gluder Quispe nell'Enciclopedia degli Avventisti del Settimo Giorno, Ferdinand Stahl nacque a Pentwater, nel Michigan, il 3 gennaio 1874, da genitori di origine tedesca. Suo padre morì quando aveva otto mesi; il suo patrigno lo maltrattò così gravemente che all'età di dieci anni fuggì a . Conobbe Ana Christina Carlson — nata il 22 novembre 1870 a Vexiar, in Svezia, ed emigrata a Minneapolis nel 1886 — in un ristorante di Milwaukee dove lei lavorava come cameriera. Si sposarono il 5 agosto 1894. Intorno al 1900 iniziarono gli studi biblici con Emma Thompson Anderson (allora in missione in Cina), proseguirono con James Campbell della chiesa avventista di Milwaukee e furono battezzati da O. C. Godsmark nel marzo 1901. Ferdinand frequentò il corso di infermieristica a Madison, nel Wisconsin, poi completò la formazione di infermiere missionario al Battle Creek Sanitarium; la coppia gestì successivamente una clinica affiliata al Battle Creek Sanitarium a Cleveland, nell’Ohio, dove Ana completò la sua formazione e dove nacque il loro secondo figlio, Wallace.

Volontario per «il luogo più difficile» (1909)

Secondo l’ESDA, Stahl scrisse a Ellen White chiedendo di essere inviato nel “luogo più difficile del mondo”, indicando il Madagascar come prima opzione e “gli indiani Inca del Sud America” come seconda. Ellen White gli indicò di partecipare alla sessione della Conferenza Generale del 1909 a Washington, D.C. (13 maggio – 6 giugno 1909). In quella sessione gli Stahl accettarono la proposta del presidente della Divisione Sudamericana J. W. Westphal di recarsi in Bolivia, pagarono il proprio viaggio e il 26 giugno 1909 salparono da New York con i loro due figli alla volta del porto di Mollendo, in Perù. Da Mollendo proseguirono in treno e in battello a vapore verso Arequipa, Puno e La Paz — un viaggio di venti giorni.

La Bolivia e gli Aymara del lago Titicaca (1909–1918)

Il Bollettino della Conferenza Generale del 1913 riporta il momento in cui la sua opera si estese dalla Bolivia al Perù: «Una delle caratteristiche interessanti della nostra unione è l’opera tra gli indigeni sulle rive del Lago Titicaca. Durante il mio viaggio verso l’ultima Conferenza Generale, mi è stato permesso di conversare con diversi indigeni che avevano iniziato a osservare il sabato» (Bollettino della Conferenza Generale, 29 maggio 1913, p. 184, par. 2).

Lo stesso paragrafo documenta la rapida crescita: «A quel tempo, il fratello F. A. Stahl fu inviato a lavorare in Bolivia. Ma l’interesse tra gli indigeni e la richiesta di aiuto erano tali che ben presto ritenne opportuno dedicare la maggior parte del suo tempo a questo lavoro, che è cresciuto rapidamente, tanto che ora abbiamo una chiesa di oltre sessanta membri e molti altri osservano il sabato o sono profondamente interessati. Ciò è tanto più interessante in quanto si tratta praticamente del primo frutto dell’impegno protestante tra i discendenti degli indigeni del famoso impero Inca» (Bollettino della Conferenza Generale, 29 maggio 1913, p. 184, par. 2).

Il saluto di Stahl dal campo, inviato alla stessa sessione del 1913: “Cari fratelli della Conferenza, saluti da noi operai in Bolivia e benedizioni del Signore a voi” (Bollettino della Conferenza Generale, 27 maggio 1913, p. 160, par. 6).

Persecuzione e resistenza

Il Bollettino della Conferenza Generale del 1913 riporta la violenta opposizione incontrata dall’opera: «I fratelli di questo luogo sono di buon coraggio. Ci sono diverse chiese in Perù e alcuni credenti molto ferventi. L’opera tra gli indigeni dell’interno sta prosperando , e le autorità ecclesiastiche si stanno agitando. Appena pochi giorni prima che io arrivassi a Lima, durante il mio viaggio verso qui, il vescovo era venuto con duecento indigeni per assalire la nostra missione sul Lago Titicaca. Entrarono nella nostra cappella, strapparono i cartoncini con i versetti dalla parete, calpestarono alcuni dei nostri fratelli indigeni e ne gettarono altri in prigione per otto giorni» (Bollettino della Conferenza Generale, 1 giugno 1913, p. 211, par. 22).

Il libro di James R. Nix, Passion, Purpose & Power, documenta sia il costo dell’opera che l’umorismo autoironico dello stesso Stahl: «L’anziano Fernando Stahl è di gran lunga il missionario avventista più noto in Perù. All’epoca la libertà religiosa era sconosciuta in Perù. Le persone che accettavano il messaggio avventista venivano perseguitate, così come lo stesso anziano Stahl» (Passion, Purpose & Power, p. 149, par. 2).

Il resoconto del Bollettino sulle conseguenze che l’alta quota ha avuto sul fisico di Stahl: «Il fratello Stahl ha lavorato a un’altitudine talmente elevata che i suoi polmoni sembrano essersi ingrossati al punto da ostacolare gravemente il libero funzionamento del cuore. È chiaro che qualcun altro dovrà sostituirlo per un po’ per consentirgli di riposarsi» (Bollettino della Conferenza Generale, 1 giugno 1913, p. 212, par. 1).

«Non ho paura di morire» — Marie del Lago Titicaca

Il passaggio più famoso del Bollettino del 1913 sulla missione di Stahl, raccontato da una visita che J. W. Westphal fece alla stazione del Lago Titicaca l’inverno precedente, nello stesso paragrafo: «Il fratello Stahl ci parlò di una giovane ragazza indiana, Marie, che aveva frequentato assiduamente le riunioni, una ragazza brillante e dal viso dolce. La sorella Stahl aveva sperato di formarla come infermiera e collaboratrice. Improvvisamente Marie smise di venire. Passò un sabato, poi un altro. Né di sabato né nei giorni feriali veniva alla missione, nonostante il viaggio di nove miglia dalla sua casa nel villaggio. Allora il fratello e la sorella Stahl andarono al villaggio per scoprire cosa avesse trattenuto Marie; poiché i suoi amici avevano cercato per tutto il tempo di persuaderla a non venire. La trovarono in una piccola capanna, morente di vaiolo. Riuscì a riconoscerli. Voleva che cantassero uno degli inni cantati alla missione. E così, nella piccola capanna, cantarono uno degli inni del regno, mentre Marie, con le labbra secche e gonfie, cercava di unirsi a loro” (Bollettino della Conferenza Generale, 2 giugno 1913, p. 226, par. 4).

L’ultima testimonianza di Marie, nello stesso paragrafo: «Sono così felice che siate venuti in Perù. So che sto per morire, ma non ho paura di morire. Prima che veniste avrei avuto paura; ora non ho paura; perché so che Gesù mi prenderà con sé quando verrà» (Bollettino della Conferenza Generale, 2 giugno 1913, p. 226, par. 4).

La foresta di Brow, Iquitos e gli Asháninka (1921–1939)

Secondo l’ESDA, dopo un periodo di licenza nel 1918 e un breve servizio a Lima nel 1920–1921, gli Stahl si trasferirono nel luglio 1921 nella Foresta di Brow, nel Perù centrale, fondando la stazione missionaria di Metraro tra gli Asháninka e gli Yánesha. Dal 1927 in poi furono pionieri dell'opera avventista nel bacino dell'Alto Amazonas, stabilendosi a Iquitos, dove Ana aprì una piccola casa di maternità che divenne l'attuale Clínica Adventista Ana Stahl. A loro si unirono William Schaeffler, Henry e Barbara Westphal, Ricardo e Georgiana Hayde, e i collaboratori locali , Bernabé e Carmen Chávez, Juan Ramos, Rufino Pacho e il battello a vapore Auxiliadora. La salute cagionevole li costrinse a ritirarsi a Paradise, in California, nel 1939.

La storia del fratello Condori raccontata da James R. Nix

Secondo il libro di Nix Passion, Purpose & Power, l’opera sulla sponda settentrionale del lago Titicaca ha prodotto una testimonianza la cui pazienza incarnava la speranza avventista: «Intorno al 1923, l’anziano Stahl predicò sulla sponda settentrionale del lago Titicaca in Perù. Il fratello Condori, che in precedenza aveva permesso la costruzione di una piccola chiesa cattolica sulla sua proprietà, accettò il messaggio dell’anziano Stahl sulla giustizia per fede e sulla seconda venuta di Cristo. Dopo aver abbracciato la fede avventista, trasformò la sua chiesa in una chiesa avventista del settimo giorno. Poco dopo la chiesa in pietra fu distrutta e il fratello Condori dovette fuggire sull’altra sponda del lago. Quindici anni dopo non era ancora in grado di tornare a casa: semplicemente non era sicuro per lui farlo» (Passion, Purpose & Power, p. 150, par. 2).

Morte (1950) ed eredità

Secondo l’ESDA, dopo un breve periodo di lavoro tra gli indiani Klamath della California settentrionale nel 1939–1940, Stahl fu pastore di una piccola chiesa vicino alla sua casa a Oroville, in California. Morì il 30 novembre 1950, all’età di settantasei anni. Ana gli sopravvisse di diciotto anni, morendo a Paradise, in California, il 5 ottobre 1968, all’età di novantasette anni.

Oggi la Clínica Adventista Ana Stahl a Iquitos e lo Stahl Center for World Mission presso la La Sierra University (inaugurato nel 1992) portano il nome della famiglia; gli Asháninka lo conoscevano in vita come él nos amaba — «ci amava» — titolo poi dato alla biografia di Alejandro Bullón sul suo lavoro tra i Campa.