Adventist Pioneer Library

Pionieri

A.C. Bourdeau

1834 – 1916

Pioniere avventista bilingue nel Vermont, Québec e Europa

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Sommario

Augustin Cornelius “A. C.” Bourdeau fu il pioniere evangelista avventista del settimo giorno tra le popolazioni francofone del Vermont, del Quebec e delle valli valdesi delle Alpi italiane. Insieme al fratello Daniel T. Bourdeau (1835–1905) operò per oltre mezzo secolo nelle comunità sia di lingua inglese che francese; insieme i fratelli posero le basi dell’opera avventista nel Quebec meridionale e furono pionieri nell’editoria avventista in lingua francese. Nato il 15 novembre 1834 a St. Regis, nel Basso Canada (oggi Akwesasne, al confine tra il Quebec e lo Stato di New York), da padre franco-canadese e madre franco-francese, cresciuto come battista, battezzato nella fede avventista sabbatariana nel 1856 grazie alla testimonianza di William L. Saxby (il suo futuro cognato), ricoprì la carica di presidente dell e della Conferenza del Vermont (1865–1870), presidente della Conferenza del Quebec (1880–1884) e, dal 1884 al 1888, operò tra i valdesi francesi delle Alpi. Morì a North Hatley, nel Quebec, il 26 aprile 1916.

Da St. Regis alla fede sabbatariana (1834–1856)

Secondo la biografia dell'Ellen G. White Estate in Letters and Manuscripts, vol. 1: «Augustin Bourdeau, evangelista franco-canadese bilingue, insieme al fratello Daniel Bourdeau, è noto soprattutto per aver diffuso per primo il messaggio avventista del settimo giorno tra le comunità inglesi e francesi del Vermont e del Quebec» (The Ellen G. White Letters and Manuscripts: Volume 1, p. 794, par. 2).

Lo stesso profilo biografico riporta la sua educazione e il suo ingresso nella fede avventista sabbatariana: “A. C. Bourdeau è stato cresciuto come battista nel Vermont settentrionale e in giovane età ha predicato nelle comunità locali di immigrati francesi. All’inizio degli anni ’50 dell’Ottocento Augustin sposò Charlotte Saxby. Nel 1855 il fratello di Charlotte, William L. Saxby, presentò il messaggio avventista sabbatariano ad Augustin. L’estate successiva Augustin iniziò a predicare la sua nuova fede. Per il quarto di secolo successivo, con poche interruzioni, predicò e fondò nuove chiese su entrambi i lati del confine canadese, ma in particolare nelle township orientali del Quebec meridionale» (The Ellen G. White Letters and Manuscripts: Volume 1, p. 794, par. 3).

In Memoriam: Mrs. Bourdeau Genin (1869) di Uriah Smith riporta la genealogia della famiglia Bourdeau: «All’età di vent’anni, colei che ora riposa dolcemente davanti a noi, si sposò con Augustin Bourdeau, originario di St. Regis, nel Basso Canada, il cui padre era franco-canadese e la madre franco-francese» (In Memoriam, p. 3, par. 2). Lo stesso libro di memorie riporta la conversione della famiglia al protestantesimo: «Poco dopo l’insediamento del signor e della signora Augustin Bourdeau in questo luogo, essi si convertirono e abbracciarono pienamente la causa del protestantesimo, con la determinazione che, per grazia divina, nulla li avrebbe impedito di avanzare alla luce della Bibbia» (In Memoriam, p. 3, par. 3).

Gli anni nel Vermont e in Quebec (1856–1884)

Lo stesso profilo biografico riporta il lungo arco del suo servizio evangelistico e amministrativo: «Durante questo periodo Bourdeau ricoprì anche la carica di presidente della Conferenza del Vermont (1865-1870) e di presidente della Conferenza del Quebec (1880-1884)» (The Ellen G. White Letters and Manuscripts: Volume 1, p. 794, par. 3).

Il diario di Ellen White del 1859 — riportato in Testimonies for the Church, vol. 1 — conserva un ricordo di una delle prime esperienze di viaggio con lui: «A St. Albans incontrammo i fratelli Gould e A.C. Bourdeau. Il fratello B. aveva una comoda carrozza coperta e due cavalli, ma guidava molto lentamente, e non raggiungemmo Enosburgh prima dell’una del mattino. Eravamo stanchi e infreddoliti. Ci sdraiammo a riposare poco dopo le due e dormimmo fino a dopo le sette» (Testimonies for the Church, vol. 1, p. 662, par. 1).

Missione presso i Valdesi delle Alpi (1884–1888)

Il libro di Loughborough, Il grande movimento del Secondo Avvento, riporta la votazione della Conferenza Generale che lo inviò nel campo europeo: «Alla Conferenza Generale tenutasi nell’ottobre 1883, fu raccomandato di iniziare, il prima possibile, la pubblicazione di un giornale in Inghilterra. A seguito di un’altra votazione approvata in questa conferenza, gli anziani Geo. I. Butler, M. C. Wilcox e A. C. Bourdeau si recarono in Europa per assistere nell’opera in Europa e in Inghilterra» (The Great Second Advent Movement, p. 405, par. 4).

Lo stesso paragrafo riporta in particolare il campo a cui era stato assegnato: «A. C. Bourdeau operò tra i francesi nelle valli delle Alpi, tra i valdesi; mentre M. C. Wilcox si occupò del lavoro di stampa e di redazione in Inghilterra, rimanendovi fino alla fine del 1886» (The Great Second Advent Movement, p. 405, par. 4).

La breve biografia redatta dall’Ellen G. White Estate riporta una sintesi del suo ministero successivo al periodo europeo: «Dal 1884 al 1888 si dedicò all’evangelizzazione nell’Europa centrale. Al ritorno dall’Europa, trascorse gli ultimi anni del suo ministero in diverse località del Canada e degli Stati Uniti» (The Ellen G. White Letters and Manuscripts: Volume 1, p. 794, par. 3).

Il consiglio di Ellen White — e la sua cura per la famiglia

La biografia riporta sia la grande stima che Ellen White nutriva per i fratelli Bourdeau, sia la sua incrollabile onestà nei loro confronti. Dopo aver osservato che già nel 1861 Ellen White aveva espresso il suo rispetto per il giudizio e l’esperienza dei fratelli, la biografia prosegue: «Tuttavia, la maggior parte della sua corrispondenza con A. C. Bourdeau risale al 1886, mentre lui lavorava in Europa, durante un periodo di crisi nella sua esperienza spirituale e nella sua efficacia come predicatore» (The Ellen G. White Letters and Manuscripts: Volume 1, p. 794, par. 4).

La lettera di Ellen White del 1883 riporta l’invito ricevuto da Augustin Bourdeau e la sua assistenza alla moglie morente: «Augustin Bourdeau è venuto sul campo il sabato e mi ha esortato ad andare dove viveva per vedere la piccola comunità locale, di circa quaranta persone. Hanno costruito una nuova casa di riunione e vogliono che venga consacrata» (Letters and Manuscripts, vol. 4, Lettera 26, 1883, par. 9). La stessa lettera, nello stesso paragrafo, riporta gli ultimi giorni di Charlotte Bourdeau: «La sorella di Augustin Bourdeau è in punto di morte. È serena, calma [e] confida in Gesù, sapendo che la sua opera sulla terra è compiuta» (Letters and Manuscripts, vol. 4, Lettera 26, 1883, par. 9).

I fratelli Bourdeau insieme — Daniel T. Bourdeau

Il profilo parallelo dell’Ellen G. White Estate su Daniel T. Bourdeau, il fratello minore e frequente compagno di lavoro, riporta il loro ministero pionieristico congiunto: «Evangelista pionieristico bilingue, Daniel Bourdeau è cresciuto in una comunità battista francofona nel Vermont settentrionale e si è convertito all’avventismo sabbatariano nel 1856 per opera di suo fratello, Augustin C. Bourdeau, che si era convertito poco prima. Per quasi cinque decenni Daniel Bourdeau predicò dagli Stati Uniti, dal Massachusetts alla California, e anche in Canada e in Europa. Di particolare rilievo furono la sua opera pionieristica a , in Quebec (insieme al fratello), l’opera innovativa in California con John N. Loughborough (1868–1870) e due viaggi missionari in Europa (1876–1878 e 1883–1887)” (The Ellen G. White Letters and Manuscripts: Volume 1, p. 795, par. 1).

Morte (1916) ed eredità

Secondo l’ESDA, dopo il suo ritorno dall’Europa, A. C. Bourdeau ricoprì una serie di incarichi pastorali ed evangelistici in Canada e negli Stati Uniti, e trascorse i suoi ultimi anni a North Hatley, in Quebec, nello stesso territorio delle township orientali dove aveva avviato l’opera avventista cinquant’anni prima. Morì a North Hatley il 26 aprile 1916. Suo fratello Daniel era morto undici anni prima, nel 1905. Insieme, i fratelli Bourdeau diffusero la fede avventista tra le comunità francofone del Quebec, gettarono le basi dell’opera avventista nel Cantone di Vaud e nelle Alpi italiane e tradussero i primi opuscoli avventisti in lingua francese.